La mia esperienza con la legge “Biagi”

Si parla di questo argomento sul blog di Beppe Grillo.

Devo ammettere di essere completamente d’accordo con lui quando afferma che la legge Biagi favorisce una nuova e più crudele forma di schiavitù. Per mia esperienza personale, si tratta di un regalo fatto agli imprenditori imprenditori per consentire loro di avere manovalanza quasi gratis.

Al temine del mio percorso formativo sono stato chiamato per uno stage presso un’azienda di software della mia zona. Finiti i 3 mesi di stage sono rimasto a lavorare per loro senza nemmeno avere un contratto (per 800€ mese, tuttemielespese) nella speranza di averne uno a partire da settembre. Quando è sto il momento il padrone della baracca ha temporeggiato per un altro mesetto, restando nell’illegalità, finchè non mi ha proposto un contratto capestro: 1000€ mese, contributi a mio carico, nienete ferie, niente buoni pasto, niente rimborsi benzina per le trasferte, niente di niente.
Gli ho detto di NO, ho aperto la mia partita iva, ed ora sono anch’io imprenditore. Almeno ora pago i miei contributi senza essere schiavo di nessuno e se mi schianto conto un palo in macchina almeno c’è l’assicurazione che mi copre.

La situazione di precarietà che si è venuta a creare in Italia è vergognosa per un paese civile. Soprattutto se si considera che in Italia, a chi viene data una mano, di solito si dona involontariamente tutto il braccio. Invece di favorire la meritocrazia e la flessibilità (flessibilità = “perdo un lavoro, ne trovo un altro” e non “perdo un lavoro chissà quando ne trovo un altro, forse è meglio andare a rubare”), in Italia si favoriscono solo i furbi che trovano in questo modo una maniera di risparmiare sui dipendenti.

21 February 2006 at 6:48 pm 2 comments

Candidature “indigeste”

Calderoli

Mi chiedo una cosa. In questi giorni di campagna elettorale si parla moltissimo di candidati impresentabili, estremisti di destra o di sinistra. Persino Vladimir Luxuria, che non è una stupida, è stata tirata di mezzo come se fosse una specie di mostro mitologico.

Poi, nelllo spazio dedicato all’approfondimento del più importante telegiornale italiano, un ministro della repubblica ha mostrato una maglietta sulla quale era stampata una delle vignette contro le quali protestano migliaia di persone in tutto il mondo mussulmano senza che un imbelle conduttore, direttore del medesimo tg, abbia fatto una piega.

Chiaramente, l’opinione del (per fortuna ex) ministro Calderoli è quella seguita dal suo partito, altrimenti lo avrebbero già escluso dalle liste (come ha fatto Rifondazione con Ferrando) se non espulso visto il danno arrecato allo stato che paga i loro parlamentari. Perciò, a mio modesto avviso, se Luxuria non è candidabile, allora nemmeno l’intero partito di Calderoli lo è. Sia perchè il comportamento a dir poco irresponsabile tenuto da quello che era un ministro della repubblica avrà certamente ripercussioni negative per tutti noi, sia perchè le posizioni tenute da questi beceri ballerini della politica terra terra sono chiaramente estremiste.

Se l’estremismo è vietato, la Lega è fuorilegge.
Se io fossi un elettore di centro destra, il pensiero di avere nuovamente ministri della lega nel prossimo governo mi farebbe impallidire.

19 February 2006 at 10:13 pm 2 comments

Google, la prepotenza del più forte con la faccia simpatica

Google logoGoogle ormai è il web. Tutto, o quasi, passa attraverso i suoi databases. Le iniziative tecnologiche dell’azienda dalle tante “o” si moltiplicano esponenzialmente, alcune saranno certamente destinate a diventare il punto di riferimento del web 2.0. Google passa, legge il tuo sito, lo scheda, lo giudica e lo archivia. E’ tutto automatico, è tutto alla luce del sole, è tutto perfatto… però…

Migliaia di aziende nel mondo affidano il loro futuro su internet all’indicizzazione ed essere indicizzati su google rappresenta il 90% dell’opera. Si da però il caso che Google applichi arbitrariamente alcune regole che rischiano di far fallire ogni sforzo di un’azienda. Ad esempio,se un sito viene bannato (e può esserlo per un motivo a caso tra i seguenti) non può più essere inserito nelle ricerche. Non vengono fornite spiegazioni, non viene dato nessun avevrtiemento.

Una persona che ha in budgret i soldi necessari per sviluppare un buon sito ed indicizzarlo senza troppe pretese potrebbe vederli sfumare da un minuto con l’altro al variare delle politiche di Google.

Trovo che questo sia inaccettabile. Come tutti anche Google, raggiunto il potere, lo esercita con la forza.

19 February 2006 at 6:02 pm 4 comments

La legge “antidroga” approvata dal parlamento potrebbe essere l’anticamera di un più largo proibizionismo?

A proposito dei passi da gambero di cui parla l’ultimo libro di Umberto Eco

Reduce dal bellissimo spettacolo che Beppe Grillo ha tenuto a Pavia luned’ scorso ho preso a frequantare ancor più assiduamente il suo blog ed il post di oggi mi ha lasciato abbastanza esterefatto. In sostanza si fa notare con quanta leggerezza i nostri politici discutano di problemi legati in primo luogo alla nostra salute ed inseconda battuta, ma non per questo meno importante, alla nostra economia.

Sono infatti migliaia le aziende che producono bevande alcoliche che, se questa legge dovesse essere maleinterpretata o, peggio, impugnata da qualche Erin Bronkovich di provincia, potrebbero ricevere danni incalcolabili.

Ora, perchè non si dica che in qualche modo io possa essere interessato economicamente all’argomento, dico da subito di non avere nessun interesse in comune con le aziende che producono vino, birra o simili (se non il piacere di una buona degustazione). Tuttavia devo dire che questo provvedimento, appiccicato al decreto per le olimpiadi è a mio avviso scritto in modo affrettato esclusivamente per Fini elettorali (la maiuscolo è ovviamente voluta). La mancanza di un elenco preciso delle sostanze “vietate” pone DAVVERO in pericolo una produzione millenaria che nel nostro paese conta migliaia di lavoratori tra addetti, agricoltori, imprenditori e ristoratori.

Leggete bene la risposta di Mantovano che prendo dal blog di Grillo:

Una rilettura delle norme consentirebbe inoltre di evitare di dire cose assolutamente distanti dalla lettera della legge come quelle che sono state sostenute anche questa mattina a proposito della punizione che la nuova legge stabilirebbe per la detenzione o l’uso o la diffusione di alcolici. Questa affermazione, assolutamente sbagliata, si fonderebbe sul nuovo articolo 14 del testo unico. In realtà, questo articolo 14 è vero che alla lettera a), punto 4, ritiene illecita ogni altra sostanza – questa è la dizione letterale – che produca effetti sul sistema nervoso centrale e abbia capacità di determinare dipendenza fisica o psichica nello stesso ordine o di ordine superiore a quelle precedentemente indicate. Ma questa indicazione non può essere assimilata ad una punizione dell’alcol perché si ritrova in un articolo che ha come rubrica «criteri per la formazione delle tabelle» e le tabelle sono quelle relative alle sostanze stupefacenti e che al comma 1 inizia con le seguenti parole: La inclusione delle sostanze stupefacenti o psicotrope nelle tabelle di cui all’articolo 13 è effettuata in base ai seguenti criteri. Quindi, lì si sta parlando di droga e non di alcol. Come si fa a sostenere il contrario?

E’ più che evidente che l’on. Mantovano cerca semplicemente di arrampicarsi sugli specchi non avendo idea di come difendere la legge da un’accusa perfettamente ammissibile.

State attenti quando andate al ristorante, se ordinate una bottiglia di bonarda dell’Oltrepò Pavese (sì, pubblicità occulta) potreste essere passibili di arresto. Diffidate dei camerieri, potrebbero essere agenti in borgese.

9 February 2006 at 6:52 pm Leave a comment


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