La legge “antidroga” approvata dal parlamento potrebbe essere l’anticamera di un più largo proibizionismo?

9 February 2006 at 6:52 pm Leave a comment

A proposito dei passi da gambero di cui parla l’ultimo libro di Umberto Eco

Reduce dal bellissimo spettacolo che Beppe Grillo ha tenuto a Pavia luned’ scorso ho preso a frequantare ancor più assiduamente il suo blog ed il post di oggi mi ha lasciato abbastanza esterefatto. In sostanza si fa notare con quanta leggerezza i nostri politici discutano di problemi legati in primo luogo alla nostra salute ed inseconda battuta, ma non per questo meno importante, alla nostra economia.

Sono infatti migliaia le aziende che producono bevande alcoliche che, se questa legge dovesse essere maleinterpretata o, peggio, impugnata da qualche Erin Bronkovich di provincia, potrebbero ricevere danni incalcolabili.

Ora, perchè non si dica che in qualche modo io possa essere interessato economicamente all’argomento, dico da subito di non avere nessun interesse in comune con le aziende che producono vino, birra o simili (se non il piacere di una buona degustazione). Tuttavia devo dire che questo provvedimento, appiccicato al decreto per le olimpiadi è a mio avviso scritto in modo affrettato esclusivamente per Fini elettorali (la maiuscolo è ovviamente voluta). La mancanza di un elenco preciso delle sostanze “vietate” pone DAVVERO in pericolo una produzione millenaria che nel nostro paese conta migliaia di lavoratori tra addetti, agricoltori, imprenditori e ristoratori.

Leggete bene la risposta di Mantovano che prendo dal blog di Grillo:

Una rilettura delle norme consentirebbe inoltre di evitare di dire cose assolutamente distanti dalla lettera della legge come quelle che sono state sostenute anche questa mattina a proposito della punizione che la nuova legge stabilirebbe per la detenzione o l’uso o la diffusione di alcolici. Questa affermazione, assolutamente sbagliata, si fonderebbe sul nuovo articolo 14 del testo unico. In realtà, questo articolo 14 è vero che alla lettera a), punto 4, ritiene illecita ogni altra sostanza – questa è la dizione letterale – che produca effetti sul sistema nervoso centrale e abbia capacità di determinare dipendenza fisica o psichica nello stesso ordine o di ordine superiore a quelle precedentemente indicate. Ma questa indicazione non può essere assimilata ad una punizione dell’alcol perché si ritrova in un articolo che ha come rubrica «criteri per la formazione delle tabelle» e le tabelle sono quelle relative alle sostanze stupefacenti e che al comma 1 inizia con le seguenti parole: La inclusione delle sostanze stupefacenti o psicotrope nelle tabelle di cui all’articolo 13 è effettuata in base ai seguenti criteri. Quindi, lì si sta parlando di droga e non di alcol. Come si fa a sostenere il contrario?

E’ più che evidente che l’on. Mantovano cerca semplicemente di arrampicarsi sugli specchi non avendo idea di come difendere la legge da un’accusa perfettamente ammissibile.

State attenti quando andate al ristorante, se ordinate una bottiglia di bonarda dell’Oltrepò Pavese (sì, pubblicità occulta) potreste essere passibili di arresto. Diffidate dei camerieri, potrebbero essere agenti in borgese.

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